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Si chiama ‘knutselen’ qui in Olanda, tutta quell’ attivita’  svolta dai bambini all’ asilo ed a scuola ed atta a trasformare cartone, colla, scatole, colori, lana, pennarelli e tant’ altro in oggetti da regalare a mamma e papa’.

E’ una produzione copiosa ed incessante, tanto da presentare il problema della collocazione e conservazione di tutti questi prodotti artistici. Perche’ a buttarli via non se ne parla: tutto cio’ che e’ creato dalle manine amorose diventa sacro a mamma’. (A papa’ un po’ meno, tanto che a volte lo sorprendo a buttar via qualcosa . . .)

Scuole ed asili fervono di fantasia, tanto che negli ultimi 6 anni non ho mai visto ripetersi la stessa idea. A volte lanciano delle campagne di richiesta di materiale per fare knutselen, tipo rotoli di carta igienica, scatole di uova, tappi di plastica, e i bambini ” mammmaaaa, posso finire  la carta igienica che la maestra ci ha detto di portare i rotoliiiii – mammaaaa, mangiamo uova anche stasera cosi’le finiamoooo?

E cosi’ sia.

Oggi siamo stati all’ open day della scuola di musica di Amstelveen. Una folla allegra di gente munita di bambini scorreva per i corridoi e su e giu’ per le scale e dentro e fuori ogni aula, dove stavano allineati schiere di strumenti musicali e schiere di insegnanti sorridenti. Meravigliosamente, gli strumenti si potevano provare, ed ecco Dario alla batteria e poi a soffiare dentro un clarinetto ed anche a pizzicare una arpa a misura di bambino. A mamma e papa’ nella stanza delle chitarre elettriche e dei bassi  si sono inumiditi gli occhi. Ehm, si, questi strumenti sono per bambini un po’ piu’ grandi ed infatti i pocioli si sono messi le manine sulle orecchie e sono voluti uscire quasi subito. Sergio a dir la verita’ si e’ un po’ risentito appena si e’ reso conto che l’open day era principalmente per bambini dai 6 anni in su e nessuno lo invitava a suonare niente. Ma poi nell’atrio grande e’ rimasto rapito da quelle 8 – 10 bambine che suonavano il violino. Si e’ seduto per terra e non voleva piu’ venir via.
Penso che l’anno prossimo iscrivero’ il sei-enne a quello che chiamano ‘carosello strumentale’. Sono 8 lezioni in cui il bambino sceglie 2 strumenti e comincia a metterci le mani sopra.
Poi vedremo … speriamo che gli venga voglia di imparare.

Stamattina mentre facevamo colazione mi ha detto che si’ vuole imparare a suonare uno strumento, cosi’ per la festa della regina andiamo a Vondelpark, lui mette un piattino per terra, si esibisce e tutti gli danno tanti soldi per comprarsi Lego Ninjago o il Nintendo DS.

Ora che siamo in vacanza estiva, provo a descriverlo questo ‘Pioniere’, ossia la pubblica scuola di Dario.  La scuola primaria olandese inizia a 4 anni con il gruppo 1 e finisce dopo otto anni, col gruppo 8. In realta’ bambini del gruppo 1 e 2 sono nella stessa classe. Allora descrivo la classe di Dario, gruppo 1/2B.  Cominciamo dai fogli di carta appiccicati sulla porta dell’aula.
In alto un po’ a destra c’e’ scritto il tema del mese. Cose tipo l’autunno, la natura, il rispetto, il mangiare…
Un po’ sotto a sinistra c’e il foglio con l’elenco dei giovedi’ su cui i genitori volontari annotano a penna il nome di chi si portera’ a casa gli asciugamani di tutti, per metterli in lavatrice e riportarli il lunedi’.
In basso ci stanno le richieste di genitori volontari per le attivita’, tipo portare i bambini allo zoo, al museo, al giro di primavera; oppure alla fine dell’anno per le pulizie generali della classe.
Dentro la classe ci sono 4 tavolini quadrati con 8 sedioline attorno. Sulla sinistra c’e il muro delle lettere. Ogni mese due lettere nuove ed i bambini devono portare delle cose il cui nome inizia per quella lettera. Poi c’e’ il mobile con tutti i barattoli di matite e pennarelli e con le tempere. Poi il lavandino per lavarsi le manine ed accanto la vaschetta con dentro la sabbia. A destra c’e’ il mobile con tutti i libri (dalle 8.30 alle 8.45 i genitori possono rimanere nella classe e leggere un libro con il bimbo), poi la fila di finestre con attaccate tutte le opere d’arte (nel senso che sono i lavori dei bambini). In fondo alla fila delle finestre c’e’ l’angolo dei giochi, o poi la cattedra. E la maestra.
La prima cosa che fanno dopo che i genitori sono usciti e’ il ‘circolo’. Si mettono tutti seduti in circolo al centro della classe, imparano che giorno e’, che tempo fa e poi i bambini raccontano le loro cose al resto della classe. La maestra modera. Dopo cominciano con le attivita’.
Ogni bambino ha un simbolino (Dario ha una gru) e decide a quale attivita’ vuol prendere parte, attaccando il suo simbolino su un tabellone, dove appunto ci stanno rappresentate le attivita’ del giorno. Come si svolgono in dettaglio le attivita’ non lo so di preciso.
So solo che dopo la fine di questo primo anno, Dario ha un forte senso di appartenenza, riconosce tutte le mamme dei suoi compagni quando le incontra in giro (e gli dice: ” Ciao mamma di Lucas!” … come spesso anch’io mi sento salutata da bambini per strada con un “Ciao mamma di Dario”). Ha imparato ad allacciarsi le scarpe (e gli hanno dati il diploma dell’allaccio), ha imparato a piegarsi i vestiti (a ginnastica si cambiano), ha imparato a contare fino a 100 e tutte le lettere dell’alfabeto (comprese le JKXYW, che qui si usano), legge gia’ le parole scritte grandi, scrive il suo nome e qualche altra parola facile. Sa anche fare alcune somme facili.

In linea di massima sono contenta di questa scuola, anche per l’effetto che sta avendo su di me.
Mi rende parte di una comunita’, mi spinge a socializzare (quanti amichetti di Dario ho avuto per pranzo il giorno che sono libera?) mi spinge a partecipare. In poche parole mi confronta con le gioie ed i dolori dell’integrazione in questa terra d’Olanda.

La scuola che comincia a 4 anni e’ una buona cosa.
Dopo un mesetto di sconquasso sia madre che figlio si sono adattati.
Il figlio, da giuggiolo bonaccione si e’ un po’ imbastardito e si e’ presentato ai compagniucci distribuendo graffi e pugni. Ma per poco. Sono riuscita a convincere la maestra preoccupata che non era da lui e sono riuscita a convincere lui a smetterla.

Cosi’ si e’ finalmente fatto gli amichetti.
La mamma all’inizio ha un po’ flippato per il cambio di abitudini, campanella alle 8 e mezza, preparazione del cestino con pranzo e merendina e il doposcuola che lun mar gio lo va a prendere all’uscita  e lo porta  da una parte, ven lo porta da un’altra parte e mer lo devo andare a prendere io.
Dario dopo la fase bastarda e’ diventato un altro. Parla tantissimo, racconta pensieri e sogni e fa una marea di domande. Buonissima cosa, solo che ha volte mi sento una capa tanta, perche’ io non ho tutte le risposte e anche quando le ho, la spiegazione non e’ proprio immediata. Tipo oggi mi ha chiesto: – mamma, perche’ mi vedo nello specchio? – oppure – mamma, perche’ le case si chiamano case?-
Prima delle vacanze estive, Dario ha ricevuto la sua prima pagella. Va tutto bene, con punte di massimi voti nel ‘contare i numeri’ e ‘riconoscere i numeri che vengono prima e quelli che vengono dopo’ ed una sola insufficienza in ‘ impugnatura della matita’. Anche con il riconoscimento delle lettere se la cava bene. Un giorno mi ha portato un disegno con scritto DARIO (scritto da destra a sinistra, come Leonardo) e MAMMA (scritto da sinista a destra). E poi c’era una fraccia che da dario puntava verso mamma. (Mi si sono inumiditi gli occhi quando l’ho visto).
Ora ci sono le vacanze estive e Dario lo porto al doposcuola (che durante le vacanze scolastiche si prende cura dei bambini per tutto il giorno). E’ un organizzazione dove fanno fare sport. Ai bambini di 4 e 5 anni fanno fare di tutto di piu’ in formadi gioco, mentre i piu’ grandi scelgono uno o due sport preferiti. Ora Dario gioca a palla, va sullo skateboard, sale-scende gli ostacoli gioca a golf .. irriconoscibile proprio!

Tutti i dubbi che avevo se fosse o no opportuno  strutturare  cosi’ la vita di un bambino di 4 anni non ci sono piu’. Anche perche’ devo riconoscere che io non sarei capace di offrire a mio figlio tutta questa varieta’ di intrattenimento. Io riesco a giocare con lui un’ora, tie’ massimo due, poi mi rompo. Un altra cosa bella di questa scuola e’ che fanno un sacco di feste, sia a tema che no.

Qui nella foto il nostro eroe e’ a scuola, il giorno della festa dei piccoli, con la solita maglietta dell’italia che ormai non gli sta piu’.

Ieri tornando a casa trovo tra la posta, una cartolina scritta a mano, per Dario.

“Caro Dario, ci fa davvero piacere averti nel nostro gruppo. La prossima settimana telefono per prendere un appuntamento per una visita alla scuola. Saluti.” Firmato: Il gruppo della Prima B e la maestra Doriette

Oooooh! Ma qui le scuole pubbliche scrivono ai bambini per dar loro il benvenuto  ??? Fra due mesi il pociolo grande  inizia la scuola ed io lacrimo di emozione e di tenerezza.

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