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Ho un po’ di nuvole nere per la testa: sono in trasformazione. Non posso piu’ permettermi il privilegio di avere un rapporto idillico tutto pucci pucci con la maternita’. Jos e’ spesso in viaggio per lavoro (e da luglio lo hanno spostato a lavorare a Londra), ed io preferisco considerare la sua assenza come una costante, anziche’ come una variabile. Dunque porto avanti la baracca. Il pociolo grande trova tanto divertente fare gli scherzi, correre via, buttarsi a peso morto sulla mamma, tirare i bicchieri di latte, fare poltergeist … il pociolo piccolo a volte mi sembra il canarino Titti che dalle sbarre della sua box guarda incredulo mamma-Tom & fratellino-Jerry che si rincorrono per la casa. Comincia a dare segni di intelligenza. Intelligenza semplice, tipo lo chiami per nome e si gira, gli chiedi di darti la palla e lui maldestramente te la porge, gli dici “No! Questo non si fa!” e lui si blocca e ti guarda. Oggi ha finalmente cominciato a gattonare in avanti. Fino a ieri si spingeva con le manine e scivolava all’indietro andandosi sempre ad incastrare con le gambine sotto ai mobili. Cosa che lo faceva disperare dalla frustrazione.
Io tra il lavoro e la famigliola mi sento una macchinetta. E sono davvero stupita di quante cose riesco a fare prima di crollare addormentata, dopo che nella casa tutto tace. E l’indomani alle 5 il pociolo piccolo si sveglia ….
Non e’ che mi stia proprio divertendo.
Allora, siccome che in fondo in fondo qui ci si vuole bene , dopo due notti di esilio in soffitta, abbiamo cercato un’altra soluzione al problema di Sergio che non dorme. Ora Sergio dorme da solo in camera di Dario. Dario dorme nel suo letto che abbiamo spostato in camera di mamma e papa’. E mamma e’ tornata dormire accanto a papa’.
Ma se non va bene, siamo pronti a rispostare tutto e tutti di nuovo, letti, giocattoli, pannolini, pigiamini….. facite ammuina!
All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tiene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à.
Io son cresciuta con un padre assente. Dunque ho cercato di generare una famiglia con un padre che sia presente. Non ho pensato pero’ all’eventualita’ che, un padre presente, a volte, rompe anche i coglioni.
Cosi’ succede che siccome il piccolo Sergio la notte non dorme ed io sono sette mesi che salto come un grillo ad ogni suo piccolo sussulto notturno, per evitare che pianga e che svegli tutti gli altri ed ultimamente pero’ sono diventata un po’ lenta (specialmente dopo le 4 , perche’ prima delle 4 ancora ce la faccio), (forse perche’ ho ripreso a lavorare), (e sono stanca), ultimamente, dicevo, e’ capitato sempre piu’ spesso che il babbo si sia incazzato, urlando la frase ” E’ dalle 4 che non dormo !!” (Che a me fa tanto ridere, perche’ ma magari potessi io dormire indisturbata fino alle 4). Frase udita sempre, ma sempre piu’ spesso, fino a ieri sera, quando la -sua- pazienza e’ finita. Ed ora a me ed al piccolo Sergio tocca dormire in soffitta.
Sara’ che si sente in colpa, ma io stamattina ho trovato con sorpesa una lavatrice fatta e stesa. Naturalmente fatta con il criterio di babbo: ci ha messo un tappeto, i bavaglini del piccolo, gli stracci da spolvero, l’accappatoio di Dario e la roba sua di quando gioca a pallone. Il che (come sempre piu’ spesso mi succede) ha generato in me un miscuglio di rabbia e risa.
Follemente li ho voluti due bambini e con Jos ho promosso la causa con tanta energia che ora mi sento primariamente responsabile a tirare avanti la carretta. Ci sono pero’ dei momenti in cui un po’ cedo. Tipo ieri sera. Sergio piangeva disperato nel box, Dario mi tirava calci dal suo letto, che non ne voleva sapere di mettersi il pigiamino e Jos telefona. Telefona un po’ brillo dal luogo sciistico di cui ho dimenticato il nome per il quale e’ partito mercoledi’ scorso con gli amici per ricrearsi un po’. -E’ bellissimo, mi sto divertendo qui, di giorno andiamo in snowboard e poi alla sera in birreria beviamo un po’. Vi voglio bene – E dietro il coro di amici brilli anche loro, che prendevano per il culo il suo parlottare italiano - Itaaalia. Ammmore. Pizza. Spaghetti. Ammore mio. Te quiero. Totti-
Be’ …. davvero un bel quadretto.
-Sergio- sta lasciando le sembianze di ranocchio per trasformarsi in principe. E mi riempie la vita di puzzette, ruttini, rantolini, urletti, sorrisoni e sternuti. Ha ancora gli occhi blu scuro dei neonati ed io ogni giorno vi scruto in profondita’ per trovare traccia del colore definitivo. Ma niente. Non si sa. Cresce a dismisura: ha gia’ preso un chilo e le prime tutine non gli stanno piu’. Dunque passiamo alle seconde.
-Dario- stanotte si e’ svegliato urlando.- Hai fatto un brutto sogno? Si. Che hai sognato? Il mare. Mamma in mare. Dario paura. – Secondo me sta elaborando la perdita di esclusivita’. La sera prima di essere messo al letto dal papa’ vuole stare per un po’ in braccio a mamma. Io lo stringo, lui abbandona la testa sulla mia spalla ed incrocia le manine tra le gambe.
-Jos- e’ completamente entrato nel ruolo. In due sembriamo una catena di montaggio tra pappe, poppe, bagnetti, pannolini, ninnananne, et-cetera. Solo che a volte vedo la sofferenza nei sui occhi. I maschi hanno bisogno dei loro spazi in cui fanno cose che alle femmine possono sembrare di dubbia importanza (tipo giocare a pallone, ammazzarsi di videogiochi, lucidare la moto, cambiare per l’ennesima volta settaggi al bricchebrak …). Se non lasci loro spazio per queste benedette cazzate sono capaci di mandare a puttane cose ben piu’ importanti. Dunque devo trovare il modo che non si stressi troppo. Lo amo, he happens to be the “right one”.
-Ilaria- io, sto ricostruendo la mia quotidianita’. La cosa che mi innervosisce di piu’ e’ non disporre piu’ liberamente del proprio tempo. Ci sono tante cose da fare, ma si possono fare solo se il piccolo dorme e l’altro e’ all’asilo. Poi spesso, anche se il piccolo dorme mi piace tenerlo tra le braccia e guardarlo dormire. Quindi non riesco a far niente.
