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Dario e Sergio litigano spesso ed io cerco di capire.
Non litigano perche’ non vanno d’accordo o per il possesso dei giocattoli.
Litigare (mi sembra) sia per loro un modo di relazionarsi. Litigano alla stessa maniera con cui, giocano o fanno merenda o guardano insieme la televisione o ridono. Normalmente lo stato iniziale e’ uno stato di quiete: uno da una parte a giocare con le automobiline e l’altro a giocare con i trenini. All’improvviso uno dei due si ricorda dell’altro, gli va vicino, controlla cosa stia facendo e …. ZAK! Fa qualcosa che innesca la lite. Gli prende il giocattolo, oppure gli da’ una spinta, oppure gli soffia in faccia. L’altro prima reagisce con qualcosa di altrettanto sgradito, poi chiama me e denuncia il fratello.
Io ho provato varie strategie, per farli smettere. Mi sono pure chiesta se poi fosse il caso di farli smettere, visto che in fondo sembra che a loro piaccia litigare. Il problema e’ che se litigano, si aspettano che qualcuno gli risolva la situazione (e quel qualcuno sono io), dunque cominciano a chiamare mamma e non mi lasciano piu’ in pace.
Allora:
1) Ho provato ad andare li’, prendere entrambi per mano e provare a riconciliarli ragionevolmente.
Non funziona: la dolcezza e ragionevolezza non li scalfigge, continuano ad accusarsi.
2) Ho provato ad uscire dalla stanza senza dire niente. Non funziona: stanno qualche secondo in silenzio, poi si riprendono dalla sorpresa ed alzano il volume delle urla/pianti, oppure vengono a scovarmi dove mi sono rifugiata con le loro lamentele.
3) Ho provato a lanciare delle urla disumane “Baastaaaa”, senza spiegazioni. Questo funziona, ma si spaventano moltissimo. Normalmente si mettono a piangere, poi mi vengono vicino, mi chiedono scusa e mi chiedono se li perdono e se possiamo fare ‘mannaggia al diavoletto che ci ha fatto litiga’, pace pace pace”. Io mi intenerisco e poi mi dispiace di averli trattati male.
5) L’unica cosa che veramente funziona e’ andar li’ e dire: “bambini, se smettete di litigare facciamo insieme un bel gioco!” Solo che poi davvero ti devi inventare un bel gioco che coinvolga entrambi. Giochiamo con il lego? Giochiamo con il trenino? Leggiamo insieme un libro? Balliamo? Facciamo un bel disegno? La pista delle biglie? Andiamo fuori a dar le molliche di pane alle papere? Costruiamo un AAI-PAD (che in olandese significa rospo da accarezzare) per papa’ ?

Sono in maternita’, Jos e’ a lavoro, Dario all’asilo: finalmente sola con il mio pancione, posso confrontarmi con l’imminente arrivo del mio secondo figlio. E’ chiaro che ci sono delle differenze immani nello stato mentale tra la prima e la seconda gravidanza, come ci saranno delle differenze immani dopo. Mi chiedo come poter ispirare valore e ricchezza dalla differenza, ed evitare che questa venga percepita come ingiustizia o mancanza di esclusivita’. Il primogenito ha l’attenzione esclusiva dei genitori per tutto il tempo in cui c’e’ solo lui, il secondogenito nasce gia’ provvisto di fratello. Al secondogenito ‘toccano’ i vestititini del primo, impataccati, un po’ scoloriti …. carrozzina, passeggino, lettino, tutto di seconda mano. Senz’altro tutto questo lo rendera’ piu’ rilassato ….. e forse, Si!, sara’ capace di insegnare lui qualcosa di buono a quella control-freak che e’ quella primogenita di sua madre.

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