Sono cominciati dei flussi di bambini da/a casa/fuori-casa/altre-case. Spesso Dario porta a casa compagni di classe o e’ prelevato da altri genitori di compagni di classe. Mentre bambini del vicinato entrano ed escono come cellule in osmosi. Tutto il mondo e’ casa loro e cio’ li esonera dal chiedere permesso. Fino a qualche tempo fa, cercavo di stabilire un controllo sugli eventi, ma ora non ci riesco piu’. E mi ritrovo Mohammed a casa, mentre Dario sta in bicicletta con Antoni e Sergio e’ entrato a casa di Emili e lo vedo dalla finestra mentre si beve un succo di frutta. A noi grandi ci frega essere consci del senso e dei confini del privato e non facciamo altro che scusarci e ringraziarci per la costante migrazione di queste piccole personcine.Ma beati loro! Essere a casa nel mondo!
Ora mi trovo tra le mani il numero di telefono della mamma di Amier. Sergio e Amier sono compagni all’ asilo ed hanno deciso che vogliono vedersi piu’ spesso. 3 anni. E noi grandi la’ a prenderci cappuccini su cappuccini e ringraziarci.

7 commenti
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25 gennaio, 2012 a 7:05 pm
Carlo F.
Capisco e comprendo che la mia curiosità è ingiustificabile, figlia di un voyeurismo egoista ereditato dalla spettacolarizzazione della realtà a cui siamo abituati.
So che i sentimenti sono la parte più profonda della nostra persona e quindi inviolabili e riservati, sono esclusi di diritto alle persone che non appartengono alla sfera del nostro vissuto.
Capisco di non avere nessun diritto di avanzare questa domanda ma se qualcuno avesse la possibilità di darci qualche notizia su Roberta, anche solo una parola, mi farebbe davvero piacere.
Grazie comunque a chi ha avuto la pazienza di leggermi.
25 gennaio, 2012 a 10:55 pm
Roberta B.
Carlo, che messaggio gentile e delicato ci hai scritto.
La verità è la paura della banalità ha un po’ inibito in me il narcisismo, tutto privato, della scrittura. Ho lasciato che il ritorno al lavoro e altre cosine più recenti e meno piacevoli mi risucchiassero ingiustamente nella srettissima quotidianità, dove comunque le riflessioni proseguono intense e lo sguardo rimane bello aperto sulle cose girano intorno.
E ora mi sorprende che qualcuno (a parte Ilaria e Flavia) si sia accorto della lunga e sgarbata latitanza.
Non so quando tornerò su queste pagine perchè, sono sincera, ho del lavoro sospeso da fare a casa in scandaloso ritardo e scrivere sul blog anzichè evadere quello non mi fa sentire proprio a posto con la coscienza
. Ma è ma intenzione tornare a scrivere al più presto.
Grazie per essere un amico del blog.
Ciao Carlo!
25 gennaio, 2012 a 11:14 pm
Roberta B.
Carlo, rileggo ora la mia risposta e vedo un sacco di errori di battitura. Volevo correggerli ma ovviamente, data la lunga assenza, non ricordo più le varie password da blogger (e ben mi sta!
.
Pardon!
25 gennaio, 2012 a 9:50 pm
Ilaria Tommasi
E c’hai ragione pure tu. Noi tante volte le abbiamo detto, eddai-scrivi, eddai-scrivi, eddai-scrivi. Poi ad un certo punto abbiamo smesso.
26 gennaio, 2012 a 12:46 am
Carlo F.
Grazie a Roberta per la sua gentilezza e le mie scuse per il mio comportamento.
Ilaria, grazie infinite per avermi ospitato in questo tuo messaggio e per la vostra pazienza.
Come ogni forma di comunicazione la rete risulta invasa da qualsivoglia forma di spazzatura.Trovare blog come il vostro, leggere le vostre esperienze vuole dire sentirsi meno soli e meno impreparati. Ed è per me tantissimo.
26 gennaio, 2012 a 9:19 pm
Flavia
Una botta di autostima: grazie Carlo, stasera ci voleva proprio
26 gennaio, 2012 a 9:21 pm
Flavia
Ah, scusate, dimenticavo: ROBERTA EDDAI-SCRIVI!