L’odio piu’ spontaneo e spassionato l’ho visto negli occhi di mio figlio Sergio, al risveglio, fuori dalla sala operatoria. Mi e’ saltato addosso, gridando come un ossesso “Vai via!! Vai via!!”,picchiandomi sulla faccia con tutta la sua forza. Gli infermieri olandesi e l’anestesista tedesco facevano battute sul temperamento italiano e cercavano di tranquillizzarmi dicendo che era l’effetto del risveglio dall’anestesia. Ma quella minuscola belva continuava ad inveire contro di me ed io mi sono sentita mortificata.
E comunque non era odio. Era amore tradito. Perche’ io li’ ce lo avevo accompagnato, dicendogli amorevolmente che si sarebbe addormentato e tacendogli che gli avrebbero fatto un taglio sul collo per pulire l’ascesso del linfonodo. Poi si sarebbe dovuto risvegliare con me accanto. Ma qualcosa e’ andato storto, perche’ io ancora ero seduta in anticamera quando ho sentito le sue urla ed ho visto gli infermieri che spingevano il letto fuori, verso di me, tentando di tenere fermo quel furetto selvatico che voleva scappar via da quell’orrore, tirandosi dietro il tubo della flebo.
Sergio con tutte le sue ragioni di bambino esplodeva la sua rabbia incontenibile, micidiale contro tutto e contro tutti.
Abbiamo sudato sette camicie per riportarlo nella sua camera, io e l’infermiera. L’infermiera poi, quella del reparto infantile, abituata a trattare i bambini alla pucci pucci bau bau, ad un certo punto ha perso le staffe ed ha cominciato pure lei a gridare contro Sergio. Lo afferrava per le spalle, lo guardava dritto negli occhi, lo sbatacchiava e gli urlava come un ossessa di smetterla. Arrivati nella stanza ha chiamato un’altra infermiera e mi ha intimato “signora esca, vada a prendersi un te’ “.
Io confusa sono uscita dalla stanza e sono scoppiata a piangere. Ma sono rientrata subito, appena ho realizzato che non potevo lasciarlo solo.

1 commento
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22 dicembre, 2011 a 11:03 pm
Fla
Ma poi ne avere parlato tu e lui? Che t’ha detto?