Alla sera, dopo il combattimento per la vestitura di un pigiama, la lavatura dei denti e la imbracatura nel letto, io ai miei bimbi leggo una favola.
Ho cominciato con poca convinzione perche’ pensavo che non avrebbero ascoltato dal letto, una favola letta, senza poter guardare le figure. E invece ora senza favola non mi mandano piu’ via.
Leggo le favole dei fratelli Grimm (che pero’ a parte cappuccetto rosso che riscuote sempre un gran successo, sono un po’ ripetitive nel loro messaggio). Leggo le favole di Gianni Rodari, Il palazzo da rompere, La strada che non andava in nessun posto, Il naso che scappa (a Sergio che si mette sempre le dita nel naso). Leggo la raccolta di favole di Italo Calvino (Il principe granchio, L’uomo coperto d’alghe). Proprio oggi mi sono arrivati nuovi libri che ho ordinato: La storia di re Artu’, L’Odissea, Ai piedi dell’Olimpo. Non vedo l’ora di leggerglieli.
Le mille e una notte e’ li’ da una parte. Magari aspetto che siano un po’ piu’ grandini.

3 commenti
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10 giugno, 2011 a 2:15 pm
Flavia Brandi
Noi, indovina? Ma i pirati della Malesia! (ri-editato, che l’originale di Salgari è illegibile).
Come vedi la scimmia della pirateria è ben salda sulla mia schiena :-S
10 giugno, 2011 a 9:18 pm
Ilaria
Seguiro’ il vostro esempio.
12 giugno, 2011 a 9:12 am
Flavia Brandi
E comunque le fiabe italiane di Calvino sono strepitose. Concordiamo pienamente.
(Per Dario, negli anni che verranno tieni da parte le avventure di Geronimo Stilton). Ciao cara mia