Ora che ho finito di visitare le scuole dell’infanzia dei tre rioni qui intorno mi rendo conto di quanto sia stata fortunata a frequentare l’asilo nido comunale Coccole e co. che è abbastanza fedele al suo nome, con spazi grandi e accoglienti e lo spirito di Maria Montessori a proteggere i bimbi.
Il viaggio ricomincia, ora tocca alla materna.
Sono in cerca di
- uno spazio verde all’aria aperta in cui i bimbi possano giocare liberamente
- educatori sereni e disponibili
- aule grandi e ben attrezzate e spazi transitori di gioco
Spero di trovare anche
- un bravo cuoco (sapendo che sull’origine degli alimenti c’è poco margine di scelta)
- laboratori di musica, attività sportive, un progetto formativo a cui poter partecipare
- un’associazione di genitori che si occupa di far funzionare le cose che non vanno, con cui poter collaborare
Comincio col visitare le scuole materne pubbliche, che a differenza dei nidi sono gratuite (tranne che per la mensa, che si paga a parte).
Ho ben due possibilità, posso fare domanda a una scuola statale e a una scuola comunale, entro l’11 febbraio.
Non ho notizie su come siano le scuole del primo municipio di Roma tranne che per qualche messaggio frettoloso recuperato sui forum delle mamme. Su questo tema il web è stranamente silenzioso. Poi capisco. Come farsi un’idea in un quarto d’ora di visita?
Le scuole dell’Esquilino sono architetture progettate diverso tempo fa quando ancora non si conoscevano a fondo i bambini, e anche le maestre che ho incontrato sembravano essere lì da sempre. Ho incontrato maestre rigide e nervose, qualcuna era stanca. 25 bambini per una, questo è il rapporto.
La scuola comunale Di Donato è una di queste vecchie strutture. Ha per giardino un pezzo di strada asfaltata con qualche alberello.
“Li abbiamo piantati l’anno scorso coi bambini.”
Guardo una targa all’ingresso, “Che cos’è questo polo Intermundia?”
“È una cosa del passato, ora non ci sono più fondi”, fa la coordinatrice.
Dietro la Di Donato c’è un’altra Di Donato, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Manin. Un grosso cubo di cemento con un buco al centro, dove c’è il campetto di basket.
Gli spazi della materna sono ricoperti di disegni di bambini, perfino le mostre delle porte. Mentre aspetto leggo di un ringraziamento a una mamma che ha costruito coi bimbi il plastico di piazza Vittorio.
Alla Di Donato c’è un’associazione di genitori che ha recuperato gli spazi sotterranei inutilizzati mettendo su una ludoteca e corsi che favoriscono l’integrazione culturale, in una zona ricca di mescolanze etniche.
Una mamma presente al colloquio è preoccupata per la maggioranza straniera. Viene rassicurata sulla minoranza di bimbi cinesi, africani e bengalesi, nella composizione delle classi.
Alla scuola Bonghi i bimbi mangiano alle 13:30, dopo che tutti gli altri studenti dell’Istituto Comprensivo Guicciardini hanno concluso, così hanno più tempo a disposizione per pranzare. Le maestre mi dicono che hanno problemi ad andare in cortile coi bimbi della materna, perché è sempre occupato dalle classi dei più grandi.
“Che importa, avete questo bel parco a 10 metri!”, faccio io, pensando a Colle Oppio.
“Ma neanche per sogno. Ci va lei con 25 bambini!”
Esci dal portone, attraversi la strada e sei nel parco. Esci dal portone, attraversi la strada e rendi felice un bimbo.
Ma come faranno a tener buoni in classe tutti quei bimbi per 8 ore?
La scuola Baccarini ha un piccolo cortile attrezzato, con il filo spinato sulla cinta delle mura. Dentro hanno ripulito l’ingresso, stanno allestendo degli spazi comuni di gioco. Mi sembrano spazi molto piccoli per tre classi.
Alla Baccarini incontro Daniela, con cui scambio velocemente le impressioni di questo peregrinare. Daniela mi fa subito una gran simpatia, arriva da sud come me e anche lei ci tiene parecchio a questa storia. Più avanti mi farà notare le matite spuntate, quell’incuria che ci terrorizza, che a prima vista non riesci a cogliere, e che pesa come un macigno quando te ne rendi conto, ed è già tardi perché hai scelto.
Vado a visitare anche la scuola Badini, all’Aventino. C’è un bellissimo cortile dove infatti i bimbi giocano liberi e felici. Ma le aule della materna sono minuscole. Come faranno quando piove? In un’aula ho visto bimbi in cerchio fare “l’assemblea”, dove ognuno racconta qualcosa di sé, in un’altra aula i bambini se ne stavano per conto loro a far danni.
Conosco una mamma che cerca di portare via sua figlia dalla Vittorino da Feltre.
“Ci sono stati problemi disciplinari di cui nessuno ha voluto prendere atto”, dice lei.
“Che significa”, faccio io.
“Bambini violenti”
Passo alla Vittorino da Feltre stando bene attenta. Una delle tre maestre di Adriano mi ha consigliato questa scuola che tralaltro è anche l’unica, tra quelle viste, ad avere un volantino di presentazione con un minimo di progetto educativo. Trovo sempre una vecchia scuola, ben tenuta, spazi grandi, giochi nuovi e… un giardino e un cortile! Il giardino coi giardinieri che mettono in ordine le cose per l’arrivo della primavera!
Parlo con una maestra giovane e volenterosa, e affannata, mi dice che hanno pochi iscritti, mi dice che c’è anche un’associazione che per 2 euro l’ora tiene i bimbi dopo l’orario delle lezioni.
Daniela non ha raccolto buone opinioni su questa scuola. Dicono che ci sia una maestra cattiva, dicono di famiglie in fuga.
Ecco un altro fantasma. Mai che venga fuori un nome o una situazione ben definita.
Dicono, pare, ho sentito dire.
E in effetti anche questo post non è che aiuti molto.
Faccio il punto e il punto è che nessuna di queste scuole si avvicina completamente a ciò che Adriano ed io abbiamo appena vissuto. Dovrei fare un passo indietro, scendere a compromessi con me stessa e non è che ci riesco tanto in questo periodo.
Ne parlo con mio padre, di passaggio, “Non scherziamo eh, sui figli bisogna investire!”
Non che avessi dubbi.
Vado a vedere le scuole private.
Update del 9 febbraio.
Il tempo stringe. Intanto ho fatto domanda alla statale Vittorino da Feltre e alla comunale Bonghi. Ho scelto la Bonghi solo perché gli amici di Adriano ci si sono iscritti. Tengo queste due scelte in panchina se qualcosa va male.

34 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
9 febbraio, 2011 a 8:41 pm
Francesca
Salve,
anche io sono una mamma di una bambina di quasi 3 anni che il prossimo settembre iniziera’ a frequentare la scuola dell’infanzia. Sono andata a farmi un giro e tra le varie scuole visitate sono rimasta colpita positivamente dalla Vittorino da Feltre. La cortesia dei bidelli all’ingresso, la pulizia dei locali soprattutto della mensa dove mi hanno detto che c’e’ una cuoca interna e non un servizio di catering esterno, la maestra che e’ stata molto disponibile nel presentarmi la scuola. Certo era affannata ma devo considerare che sono arrivata quando ancora c’erano i bambini in classe quindi e’ ovvio che non potesse essere pienamente rilassata nel colloquiare con me dal momento che nel frattempo doveva badare alla classe. Credo si tratti della stessa maestra con la quale hai parlato tu.Mi ha detto che ci sono 3 sezioni ognuna composta da circa 20/25 bambini. Quindi e’ una scuola con pochi bambini e questo predispone positavamente dato che immagino siano ben seguiti sia didatticamente che da un punto di vista gestionale. Inoltre ho chiamato quest’associazione che e’ stata fatta presente anche a me e mi hanno detto che tengono i bambini nei locali della scuola dalle 16.30 alle 19.30 secondo le esigenze, senza vincoli minimi o massimi di frequenza, ad un costo di 4 euro l’ora da suddividere anche in mezz’ore o quarti d’ora. Mi sono detta Ottimo!!!
Oggi ho consegnato la domanda di iscrizione e non ti nascondo che ora sono rimasta molto turbato leggendo il tuo post in quanto questa scuola mi aveva colpito positivamente sotto tutti gli aspetti. Come hai detto tu soprattutto per l’ampiezza delle aule, gli spazi esterni consistenti sia in un cortile che in un giardino ecc. Personalmente questa maestra con la quale ho parlato mi e’ sembrata affettuosa con i bambini, e anche i bambini ho visto che quando era l’ora di andare via l’hanno salutata affettuosamente, alcuni le davano persino il bacetto. Poi passando ho visto anche un’altra maestra che faceva lezione con i bambini seduti a terra a cerchio e tutti sembravano molto tranquilli e sereni. Nulla mi fa pensare che una delle due maestre che ho visto potesse essere violenta e cattiva con i bambini. O forse questa maestra di cui si parla sara’ un’altra che io non ho visto. E se mia figlia dovesse capitare proprio con questa maestra cattiva? Sono molto preoccupata perche’ se e’ vero quello che hai sentito dire significherebbe che l’ottima impressione che ho avuto su questa scuola non e’ altro che un castello di carte. Sono in piena confusione. Purtroppo non conosco nessuno che possa darmi ulteriori pareri su questa scuola. Spero che qualcuno leggendo questo post possa chiarire meglio la cosa. Inoltre Flavia ti prego se vieni a conoscenza di ulteriori informazioni sulla scuola fammi sapere!!! Grazie anticipatamente a chi potra’ darmi una mano per fare luce sulla questione.
9 febbraio, 2011 a 8:59 pm
Flavia Brandi
Francesca, solo per dirti che oggi ho consegnato la domanda di iscrizione alla Vittorino Da Feltre. Qui ho riportato le cose che ho sentito dire, ma quello che ho sentito io mi ha spinto a crederci. Speriamo bene.
Ma le scuole private vado a vedermeleo lo stesso. Ne scriverò tra qualche giorno. Resta sintonizzata. Ciao.
ps. io non credo alle maestre cattive.
10 febbraio, 2011 a 12:18 am
Francesca
Ciao Flavia,
grazie per la tua risposta. Io ho presentato domanda di iscrizione anche presso una scuola comunale, quella del mio bacino d’utenza, la Giardinieri. Devo dire che a livello di spazio esterno quest’ultima non ha eguali, è addirittura inserita all’interno di un parco, quello di San Sebastiano. Prendendo come elemento di valutazione lo spazio esterno, il verde e l’aria “buona” questa scuola batte tutte, però d’altro canto quando ho parlato con la maestra “a pelle” non ho avuto una buona impressione. Per non parlare delle aule che sono minuscole! Però ho saputo da alcune mamme di bambini che frequentano il nido di mia figlia che in questa scuola insegnano ai bambini ad avere un contatto diretto con la natura, addirittura gli fanno seminare le piante e via dicendo. Ma a differenza della Vittorino da Feltre non mi ha fatto una buona impressione dal punto di vista didattico. Infatti sul foglietto riguardante il progetto educativo della Vittorino da Feltre si parlava di attività differenziate a livello di età, una prima alfabetizzazione e addirittura l’inglese per i bambini che si apprestano ad andare alle elementari. Alla Giardinieri invece mi hanno detto che non insegnano l’alfabeto e che le attività sono identiche tanto per i bambini di 3 anni quanto per quelli di 6. E questo a mio avviso non depone bene in quanto ho sentito di mamme che hanno avuto estrema difficoltà poi in prima elementare con i figli che alla materna non hanno avuto un minimo di principio di scolarizzazione. Bambini che hanno dovuto imparare persino a stare seduti in un banco in quanto alla materna non avevano imparato neanche questo. Alla Vittorino da Feltre mi è piaciuto che cmq diversificano la didattica a seconda dell’età, cercando per quanto possibile anche di suddividere le sezionni per fasce di età.
La cosa che mi ha colpito leggendo il tuo post è che l’opinione negativa circa questa maestra cattiva e queste fughe di massa non riguarda una sola campana ma diverse persone. Se fosse una sola persona a dirlo la questione lascia il tempo che trova ma sentendo di parecchie famiglie, come ti ripeto, mi mette un po’ di preoccupazione. Speriamo che qualcun’altro possa inserirsi nella discussione e chiarirci le idee.
Restiamo in contatto!!
P.S. Io non andrò a sentire scuole private, perchè di mio sono abbastanza contraria e poi perchè ho sentito cmq di prezzi elevati tipo 120 euro mensili solo fino alle 13.30 + il costo della mensa che ammonta a 5 euro a pasto.
17 gennaio, 2012 a 1:59 pm
Chiara
Ciao Flavia, dove hai mandato tuo figlio alla fine ? e come ti trovi? sono una mamma di un bimbo del municipio 1 che è iscritto in una scuola privata della zona ma non ci piace molto e ci stiamo guardando intorno e avevamo selezionato proprio la Bonghi e la Vittorino da Feltre.
Grazie delle info molto utili!!!!
17 gennaio, 2012 a 2:10 pm
Flavia Brandi
L’ho mandato al Celio Azzurro e ne siamo profondamente felici.
Ho parlato delle scuole del Celio in questo post http://margherite.wordpress.com/2011/04/04/le-scuole-del-celio/
Se hai la possibilità vai a visitarle, ti garantisco che non c’è paragone.
Ciao!
18 gennaio, 2012 a 3:41 pm
maddalena
ciao Flavia, l’hai più scritto il post sulle scuole materne private? e riguardo agli asili pubblici, hai mai sentito parlare dell’asilo Ruspoli in via Gesù e Maria? Se sì, cosa te ne hanno detto? Ciao e grazie da una mamma disorientata…
18 gennaio, 2012 a 7:32 pm
Flavia Brandi
ciao Maddalena, ecco qui il post: http://margherite.wordpress.com/2011/04/04/le-scuole-del-celio/
È un post che riguarda solo le scuole del Celio perché all’Esquilino le scuole private sono tutte gestite da ordini religiosi ad esclusione della Maisonette che oltre ad essere molto costosa offre spazi piuttosto esigui, e quindi l’ho scartata.
Alla fine noi siamo andati alla scuola Celio azzurro che consiglierò sempre e comunque perché è uno straordinario percorso umano non solo per i nostri figli. Chiamali e prendi appuntamento, digli pure che ti ho consigliato io.
Sul loro sito trovi tutte le informazion:i http://www.celioazzurro.org
Se posso darti un consiglio, non arrenderti alle scuole sotto casa, sui nostri figli dobbiamo investire. Che cosa sono dei chilometri in più rispetto alla loro felicità e alla sicurezza di potersi fare spazio nel mondo?
In bocca al lupo!
Flavia
ps.Dell’asilo Ruspoli non so dirti, mi dispiace.
18 gennaio, 2012 a 8:47 pm
maddalena
grazie, avevo già visto il blog sulle scuole del celio, ed ero interessata al celio azzurro…ma purtroppo è troppo lontano da dove abito io, e l’alternativa che ho vicino casa non è poi così malaccio. sono d’accordo con te sull’imperativo di investire sui bambini, e sono perfettamente consapevole dell’importanza anche dell’asilo nella formazione dei bambini. sto buttando un occhio al liceo francese chateaubriand, che ha anche materna, elementari e medie. non ho incontrato una persona che vi si sia trovato male. Ecco perché cerco anche io un asilo che insegni a mia figlia almeno i basilari del francese… la maisonnette l’ho vista ed effettivamente non ha convinto neanche me…
ciao e grazie
23 gennaio, 2012 a 3:19 pm
Elisa
Ringrazio anch’io Flavia Brandi. A distanza di un anno, mi trovo nella stessa giungla e più o meno con le stesse perplessità.
Sì, l’unica cosa positiva della Badini è il giardino. Il resto non mi è piaciuto molto, né i prefabbricati claustrofobici dove c’è un caldo boia d’estate (e non voglio sapere con quale velocità di trasmetteranno le malattie) né le insegnanti, né niente.
Ho visitato anch’io la Giardinieri. Un contesto incredibile, l’esterno è bellissimo, ma dentro è piccolo e claustrofico quanto la Badini, ma sopratutto ho avuto paura io della maestra quindi figuariamoci mio figlio. Bruttina, per niente sorridente, poco accogliente o dolce, per carità. Bocciata.
Ho visto la Regina Margerita, la statale a Trastevere, non c’è nessun bel giardino, solo un cortine un po’ triste, in compenso fanno parecchie attività carine, quindi dal punto di vista didattico forse un po’ meglio, ma per il resto una grande scuola con tanti bambini, anche grandi, non molto adatto ai piccini della materna.
Poi la Vittorino da Feltre, sono andata due volte, prima a visitare poi a portare la domanda d’iscrizione. La prima volta ho avuto una buona impressione, mi piaceva la maestra con cui ho parlato, mi piaceva la struttura, c’è anche un piccolo giardino con vista sul Colosseo. Ma poi mi sono un po’ pentita di aver portata la domanda lì. Ho saputo (anche tramite proteste appese dai genitori sui muri) che spesso non c’è nessuno che controlli l’ingresso. Mancanza di personale. Possono entrare cani e porci e nessuno li vede entrare, quindi un problema anche di sicurezza. Poi, altrettanto grave: non c’è nessuno che possa accompagnare i piccoli in bagno. A tre anni, appena tolto il pannollino, dovrebbero andare da solo in bagno. Tra l’altro, il bagno era sporchissimo quando ero venuta la seconda volta, tutto bagnato per terra e pieno di carta igienica per terra, peggio del peggior Irish pub. Ho fatto la domanda, ma non sono più convinta e ora sono disperata. Dove posso mandarlo ?
Pure di quei posti sul celio (celio azzuro, centro educativo san gregorio) ho sentito parlare male. Vero che i giardini sono belli, ma sopratutto l’alimentazione deve essere piuttosto scadente. Danno spessimo la pasta in bianco o magari svuotano una scatola di tonno sopra la pasta, o ci buttano il ketchup ? Sono scuole private, per cui non tanto controllate, e con scopo di lucro, per cui devono spendere il meno possibile sui pasti. In apparenzza va tutto bene, promettono la cucina biologica e magari l’etichetta di alcuni prodotti dice pure che si tratta di un prodotto biologico, ma non per questo c’è un’alimentazione sana ed equilibrata.
Qualcuno mi può dare un consiglio per una materna buona, con giardino, cucina sana, maestre dolci e brave, bagni puliti ?
Elisa
23 gennaio, 2012 a 4:41 pm
Flavia
Ciao Elisa, ti consiglio di leggere i post che ho scritto sulle scuole del Celio prima di parlarne. Se non hai tempo, brevemente: mio figlio è al Celio azzurro dove anche io ho pranzato più volte e mangiato cose buone come a casa mia. Insegnano ai bimbi a mangiare le verdure, gli insegnano a provare gusti nuovi, insomma fanno scuola anche a tavola. Al Celio azzurro i maestri cucinano e sono anche le stesse persone che a fine giornata riordinano e puliscono la scuola. E lo fanno con la cura che avrebbero della loro casa. Niente bidelli e inservienti, niente gerarchie e isterie varie. La scuola è tenuta bene e i bambini sono felici. Se c’è un problema nessuno te lo ribalta evidenziando il tuo disagio familiare, al Celio azzurro ne parli coi maestri e col presidente della scuola e ti aiutano a superarlo. Il loro lavoro è mantenere un’armonia e si fa coinvolgendo anche le famiglie che sono famiglie di tutti i tipi e di tutte le razze. E se hai voglia di mescolartici è il posto che fa per te.
Io non ho nessun problema con le scuole private, anzi, a questo punto della storia con una grande amarezza rilevo che il pubblico è spesso in stato di abbandono (lo leggo anche dalle tue parole) e non ho alcun interesse a perorarne la causa né qui né in piazza, se le premesse riguardano il sistema di cui abbiamo detto, i dirigenti ostili o le maestre nemiche-amiche. C’è un conflitto in corso, nel pubblico, che diventa evidente a tratti e quando accade le spese le fai tu con la tua famiglia. Forse dovrei raccontare alcune storie così la mia posizione diventerebbe più chiara, ma ogni volta che ci provo rimando perché ritornare sulla soffernza costa.
Di base, se ho fatto un figlio non era per “immolarlo” a un sistema che non va.
Detto ciò, sempre al Celio trovi la scuola Arcobalena, che è un’ottima scuola al pari del Celio azzurro, una mia cara amica manda lì la sua bimba. Ma è completamente privata, quindi un po’ costosa.
Non ho notizie invece del Centro educativo San Gregorio, e ti sarò grata se vorrai postarle qui nel caso ci andassi. Ciao.
23 gennaio, 2012 a 10:20 pm
Patrizia
Ciao, sono la mamma di Clara 3 anni tra 15 giorni, un fratellino di quasi 7 mesi e tanta gelosia, tanta voglia e curiosità di crescere e conoscere il mondo e gli altri.
Cerco una scuola per la mia piccola peste curiosa, un posto sicuro e accogliente e non una campana di vetro tuttavia, un posto stimolante ed equilibrato dove portare i suoi perché e la sua gioia e fiducia negli altri, ancora commovuentemente intatta, un posto dove i primi passi verso l’autonomia, che spesso passano attraverso un capriccio, siano compresi e non giudicati. Un posto magico. Un posto di bimbi e adulti che sappiano ascoltare.
Viviamo a testaccio ma per una serie di motivi quest’anno lo passiamo a Roma nord, cassia. Ci sono cresciuta e quasi senza prendere info ho iscritto Clara in una materna privata che da sempre vedevo passandoci x andare all’uni. Nella vecchia fattoria. Laica a gestione familiare, immersa nel verde, protetta, protettiva eppure proiettata verso la loro crescita e autonomia. Fanno le gite, si vestono da soli, si lavano i denti, scelgono, imparano. Davvero speciale. Il prossimo anno torniamo a casa. Testaccio. E riparto. volevo la Pubblica, perché ..perché vorrei crederci in questo paese..ma neanche io ho fatto dei figli x immolarli a cause perse.
Vedo la Badini, Vittorino da feltre, Biocca, Mameli…..e Pio IX, per non lasciar nulla di intentato. Mi deprimo. Provo a immaginare Clara e le sue domande, i suoi sguardi fiduciosi nelle mani di quelle maestre prive di motivazione..e mi intristisco. Solo alla Badini una maestra mi ha colpita, ma su 8 è la sola di ruolo ins ad un altra, scarse possibilità di capitarci e mille altri difetti della struttura, già menzionati in queste pagine.
Una peggio dell’altra insomma, Pio IX compreso! Austero, severo, triste.. quanto falso e inconsistente con la lista dei premi della lotteria di natale, tutti griffatii e inutili.
Questo blog mi dona una speranza.
Domani chiamerò tutte e tre le scuole del Celio menzionate, condivido quanto scritto da questa super mamma di Adriano e qui ndi sono sicura mi piaceranno. Lo so.
Sono una mamma chirurgo, con tutti i problemi del caso.
Una domanda:
sono tutte e tre private, le scuole del Celio?
In base a quale criterio stilano la selezione?
Speriamo di ..avere qualche chance!
Grazie grazie grazie grazie
24 gennaio, 2012 a 9:36 am
Flavia
Arcobalena è privata, lo scorso anno i colloqui iniziavano a partire dal 10 gennaio. Sono inondati di richieste. L’anno scorso costava 560 euro al mese.
Celio Azzurro è un progetto diverso. Qui la scuola si fa carico di quei bimbi che provengono da famiglie in difficoltà, ma chi può, come è giusto, paga. Ma in ogni caso siamo su cifre diverse. Anche qui i colloqui iniziano intorno ai primi di gennaio ma si protraggono per un arco di tempo più lungo.
Purtroppo sul Centro educativo San Gregorio non so dirti nulla, se non che è una struttura più piccola rispetto alle altre due. Anzi, se hai la possibilità di visitarlo e dirmene ti sarei grata, così completo le informazioni.
Un’altra informazione che magari ti è utile riguarda l’orario. Al Celio Azzurro l’entrata è dalle 8 alle 9:45 e l’uscita è fino alle 17:30.
Ciao!
26 gennaio, 2012 a 6:25 pm
Patrizia
Ciao, sono stata all’Arcobalena: buone sensazioni! I colori, gli odori, i disegni appesi..e il giardino, la maestra parlava degli alberi gia fioriti, dei limoni..con grande amore e passione, non solo per il lavoro ma anche per quel luogo che percepisci essere una conquista. il rispetto per i bimbi e per le loro necessita senti che sono davvero un progetto, la loro missione… Una missione da 600 euro al mese e 400 di iscrizione. Cifre grandi, ma hai l’impressione che siano impiegate bene. Poche possibilità di farcela tuttavia, un’agenda immensa di nomi! Tra un mese ci chiameranno..
per un colloquio. Ho sbirciato dentro oggi passando, ma non ho capito molto, c’erano dei genitori,sarei entrata..ma avevo già il mio appuntam x febbraio, non sarebbe stato corretto..
Il Celio Azzurro, una rapida e cortese telefonata con un maestro, che però mi ha rimbalzata al 14 febbraio…
Il centro Educativo San Gregorio, beh, apro la porta e un odore di chiuso misto a mensa mi invade, non si respirava. Chiedo informazioni e una ragazza giovane e sorridente, con estrema confidenza mi da un foglio in mano, dicendo che devo fare l’iscrizione perché la lista è lunga ed è inutile darmi informazioni se poi non veniamo presi. Mi prende di mano il foglio con i nostri nomi e mi saluta, a maggio ci farà sapere se siamo “dentro” e in tal caso ci dirà come funziona la scuola. non ho protestato, non ho bisogno di altro, troppo diverso impatto fisico con l’Arcobalena!
Insomma, Clara ancora non ha una scuola! Che avventura…
26 gennaio, 2012 a 9:14 pm
Flavia
Patrizia, grazie. All’Arcobalena ti daranno risposta prima del Celio, che ti darà risposta prima del Centro San Gregorio. Non so se è una combinazione ma è così. Se ti va aggiornaci: questo post è indicizzato da Google e utile a molte altre mamme (ce ne sono tante che non scrivono ma passano di qui). In bocca al lupo, cara!
27 gennaio, 2012 a 3:19 pm
Federica
Salve,
Sono una insegnante di una scuola dell’infanzia comunale del primo municipio,purtroppo di una scuola che lei, signora Brandi, non ha visitato.
Perchè mi permetto di scrivere “purtroppo”, perchè il suo post e le successive conversazioni, mi hanno fatto riflettere parecchio.
Il lavori di noi insegnanti e’ un lavoro stancante ma appagante,sicuramente pensato e ragionato, facciamo corsi di aggiornamento continui e molte di noi sono laureate, leggere i suoi giudizi basati molto su ciò che appare piuttosto che sulla programmazione educativa e didattica mi lascia perplessa, quindi contano matite temperate…in un post ho letto di una mamma che scrive di aver parlato con una maestra bruttina…sul suo post ho letto che lei e’ rimasta disorientata quando una maestra ( giustamente ) le ha detto che non si possono portare 25 bambini a colle oppio da sola e lei poi si chiede ” cosa faranno i bambini per 8 ore?”forse sarebbe stata questa la domanda più giusta che lei poteva fare alla maestra in questione. Io non entro nel merito se funziona meglio la scuola comunale o la scuola privata perchè penso che prima di dare determinati giudizi bisogna considerare moltissimi aspetti e non solo quelli superficiali.
In bocca al lupo.
27 gennaio, 2012 a 4:10 pm
Flavia
Vede Federica, credo che a questo punto del discorso venga fuori molto forte l’esigenza di un genitore di avere risposte chiare, convincenti e autorevoli e di percepire impegno e passione in quel quarto d’ora che ci viene dedicato quando visitiamo le scuole pubbliche. Se questo manca, come è venuto a mancare nelle visite che ho fatto, l’attenzione va sugli aspetti che lei definisce superficiali ma io non credo che lo siano perché fanno parte della scelta. Non è superficiale guardarsi attorno e rilevare spazi angusti o un cortile inaccessibile, non è superficiale rimettere in discussione un sistema solo perché è così da sempre ed è gratis.
Poi ci sono le paure delle mamme, l’emotività con cui affrontiamo questo percorso, io più di tutte, che sono da sola. Quelle paure che ci portiamo dietro vengono anche da esperienze recenti, purtroppo, per quanto mi riguarda, in una struttura pubblica.
Se vuole gliele racconto qui.
E credo anche questo: c’è un sistema che non funziona bene, 25 bambini per una sola insegnante non va bene. Una scuola materna senza cortile non va bene. Maestre che comunicano poco non vanno bene. Eccetera.
E non ho modo né tempo per incidere su questa cosa, perché mio figlio cresce e devo andare avanti. La mia è una scelta in emergenza.
Vorrei averla incontrata Federica.
In bocca al lupo a lei e grazie per aver scritto.
29 gennaio, 2012 a 12:26 pm
Ilaria Tommasi
Io penso che le matite non temperate in una scuola materna non siano affatto un aspetto superficiale. Io la vedo come una mancanza di attenzione e sinergia con i bambini. Mi viene allora da chiedermi se la struttura (inclusa la programmazione educativa e didattica) abbia ben presente cosa sia un bambino vero. Non uno teorico.
29 gennaio, 2012 a 2:18 pm
Federica
In risposta a lei Ilaria volevo solo dirle che, lavoro in una scuola dove si abituano i bambini a temperare le matite da soli, per responsabilizzarli e renderli autonomi, anche perché, mi creda, quando riescono a farlo si sentono “grandi” e soddisfatti, ecco perchè considero superficiale porre l’attenzione su questo aspetto.
Non ho capito il suo discorso del bambino “vero” o “teorico”, forse perchè mi sono sempre relazionata con bambini in carne ed ossa.
29 gennaio, 2012 a 2:30 pm
Flavia Brandi
Se tutte le scuole fossero come la sua questa conversazione avrebbe un’altra piega. Ci dice dove lavora così veniamo a visitarla?
Penso che le mamme che hanno postato qui dentro, me compresa, non aspettino altro per smentirsi.
30 gennaio, 2012 a 12:20 pm
Ilaria Tommasi
Federica, io le credo. E lei dicendomi questo mi conferma che trovare le matite temperate e’ un ottimo segnale. Che siano temperate dai grandi per far si che i bambini possano usarle o ancor meglio dai bambini stessi, autonomi e responsabilizzati, e’ un segnale ‘pratico’ che mi rassicura.
Per come funziono io, comunicazioni solo ‘teoriche’ che parlano di intenzioni e di programmi didattici, hanno bisogno di segnali pratici per acquisire credibilita’. E’ questo, piu’ o meno quello che intendevo per struttura applicata ad un bambino vero o un bambino teorico.
Intendiamoci, come ha gia’ detto Flavia, un genitore che ha 15 minuti di tempo per rendersi conto di una struttura scolastica, si basa anche su impressioni immediate. Lo capisco che ad una persona impegnata sulla qualita’ della didattica possano sembrare superficiali. Ma trovo importante ribadire che non per tutti lo sono.
29 gennaio, 2012 a 2:48 pm
Federica
Io lavoro alla Trento e Trieste in via dei giubbonari 41, la scuola dell’ infanzia si trova all’ultimo piano, il giorno per poter visitare la scuola,fino a quando non si chiuderanno le iscrizioni,e’ il mercoledì dalle 12.30 alle 14.( le iscrizioni se non mi sbaglio dovrebbero chiudersi il 10 febbraio).
Federica.
29 gennaio, 2012 a 2:53 pm
Flavia Brandi
Invito le mamme in cerca a visitare questa scuola e postare qui le loro impressioni per rendere questa conversazione più completa, anche se il mio post risale ad un anno fa.
Io spero di incontrarla il prossimo anno quando mi metterò in cerca della scuola elementare per mio figlio. Sarà la prima che visiterò.
Un saluto.
31 gennaio, 2012 a 12:27 pm
Patrizia
Io Vi leggo e nel frattempo continuo a visitare scuole. In 15-30 minuti Di visita valutare non è semplice. Personalmente piu Che alla struttura dò peso alle sensazioni Che provo nei confronti Di chi incontro, come SI presenta, cosa mette in risalto della scuola-quindi cosa considera prioritario-e come SI relazionano tra loro I vari personaggi nella struttura,cercando Di carpire se c’e armonia, un atmosfera Di Serena collaborazione. Ieri visitando l’ennesima, diro solo Che è comunale, Gia l’atmosfera aspra tra I dipendenti si percepiva entrando, litigi all’ingresso. le due maestre Di ruolo..sorelle, Forse un vantaggio come ci spiegavano, ma il confronto, la crescita, dov’è?cosi non si litiga,diceva ridendo la maestra, ma discutere è crescere, è scambio. e poi un bidello ‘Che ‘accompagna’ I bambini in bagno’ Che bisogna vedere per capire e non è un delirio da mamma, credetemi. Ecco, se questo vuol dire Scuola pubblica, non ci sto. Va bene tutto e anche difficolta e differenze quando SI hanno strutture e mezzi culturali per affrontarle. Cosi è allo sbaraglio e a scapito Di piccoli individui Che non sanno difendersi.
3 febbraio, 2012 a 11:33 pm
simona
anch’io vi leggo e nel frattempo sono piena di dubbi e preoccupazioni….non so davvero che cosa pensare e soprattutto dove iscrivere mia figlia…poi con la speranza che possano prenderla nella scuola che alla fine sceglierò…perchè poi c’è anche questa di preoccupazione…che alla fine dopo tutti questi pensieri magari non venga presa e “ripescata” per chi sa quale scuola…perchè certo in questo momento non possiamo permetterci una scuola privata! ….anch’io cerco di seguire le mie sensazioni perchè nel poco tempo che ci dedicano non possiamo far altro che cogliere alcuni aspetti e sentirli dentro…e forse seguire il nostro istinto materno….ho girato molte delle comunali del primo municipio e purtroppo non ho avuto ottime impressioni a parte alla trento e trieste nella quale gli spazi ampi sembrano ben pensati, strutturati per accogliere questo incredibile numero di 25 bambini!! certo la zona in cui i bambini mangiano non è fantastica e poi ci sono tutte quelle scale e manca un giardino….ci sono terrazzi…che forse potrebbero essere attrezzati con piante..almeno i bambini possono giocare con la terra e magari veder nascere un limone..ma di piante non ce ne sono…forse è troppo complicato visto (come dicevo sopra) questo incredibile rapporto 1maestra-25 bambini….ma come faranno poi mi chiedo sempre ogni volta che esco da una scuola…e va bè…
sono una mamma che non chiede che chissà quali attività vengano fatte…non mi interessano i laboratori o chissa che altro…mi interesserebbe che qualcuno mi dicesse che si aiutano i bambini a stare insieme perchè a tre anni non è proprio facile stare insieme…che si aiutano le relazioni, che c’è un’attenzione particolare ai rapporti umani…agli affetti, alle emozioni…spero che questi aspetti siano scontati…ma raramente vengono nominati quando si presenta una scuola…si parla di attività non di queste piccole personcine che fanno una gran fatica..e che è già tanto se le maestre riescono a creare un gruppo che funziona, che si aiuta…vedo e sento tanti genitori in difficoltà in questa scelta…forse questo dipende dalla poca accoglienza e attenzione e ascolto che ci viene rivolta…
comunque tornando ad aspetti concreti ho visitato la mameli e la scala che mihanno dato entrambe (anche se in modo diverso) una sensazione di disordine e confusione….e anche la grilli non mi ha entusiasmato…la posizione della grilli è veramente magnifica, ma gli spazi interni sono ristretti, il bagno è piccolissimo e mi sembra che lo spazio esterno diventi solo un modo per far passare il tempo ai bambini…non so…se avete info, impressioni, opinioni, scambiamocele..che il tempo stringe…qualcuno conosce il tempo lineare a testaccio?
6 febbraio, 2012 a 9:02 pm
astrid
Care mamme , anche io come voi sono stata molto in crisi quando ho deciso di iscrivere mio figlio in una scuola pubblica per l’ultimo anno di materna dopo aver frequentato una meravigliosa struttura privata per tre anni.
Dopo aver visitato velocemente tante scuole, lo abbiamo iscritto in quella bellissima scuola al gianicolo, perchè abbiamo considerato che poter giocare in quel meraviglioso giardino sarebbe stato un gran regalo per il nostro bimbo e anche le maestre ci avevano fatto una discreta impressione. Tutto sbagliato, purtroppo! Manca, da parte delle educatrici, la passione , il coinvolgimento con i bambini, l’amore per questo lavoro, la voglia di entrare nel vissuto di ogni bambino per poterlo conoscere fino in fondo. Il giardino rimane una grande risorsa dove i bambini si organizzano in modo autonomo ma, se posso dare un consiglio, quando si seglie una scuola bisogna soprattutto informarsi sulle insegnanti, soprattutto parlando con le mamme di bambini che la frequentano. Ora sto cercando una scuola elementare giusta per mio figlio e qui vorrei proprio non sbagliare.
7 febbraio, 2012 a 3:10 pm
Tiziana
Ciao mamme,
sono come voi con mille punti interrogativi che mi frullano nella testa, vengo da un’esperienza spettacolare per le mie due figlie che è il nido san Gregorio e separarsi da quel paradiso ammetto che è molto difficile, nn pretendo nemmeno di ritrovare le stesse caratteristiche………….. si cresce, ma mi chiedo solo se esiste un compromesso tra tutte le scuole materne menzionate. Ho visitato la Baccarini, la Vittorino da Feltre e la Giardinieri, aiuto ho avuto impressioni diverse ma non totalmente positive per nessuna delle tre, farò prossimamante un colloquio con il Celio azzurro, che per conoscenze varie, è un piccolo eden.
Che confusione
8 febbraio, 2012 a 10:06 pm
Patrizia
Il nido San gregorio e il centro educativo San gregorio al celio sono la stessa scuola??
Il tempo lineare a testaccio a me è piaciuto….piccola struttura ma a mia opinione validi contenuti. Ha solo 3 posti pero…
Io alla fine ho iscritto mia figlia alla Badini, con poca convinzione e pochissima speranza: ho pochi punti.. Attendo notizie da Celio Azzurro e Arcobalena che mi è piaciuta tanto…
9 febbraio, 2012 a 11:47 am
elena
Mi unisco al coro di mamme dubbiose, lo sono anch’io anche se da ieri va un pò meglio.. ho fatto un giro tra le materne comunali più vicine a casa, la Bonghi e la di Di Donato di via conte verde. Mamme, non c’è paragone! Alla Di Donato la maestra raccontava con passione dei progetti che scelgono di seguire ogni anno (quest’anno il sole e i pianeti, l’anno scorso il viaggio di Ulisse), i bagni sono puliti e ben tenuti, tutti i bimbi erano impegnati a disegnare o raccontare o leggere, la coordinatrice è una donna in gamba, appassionata, sveglia, accogliente. Alla Bonghi, tre maestre su cinque erano fuori dalle aule a bere il caffè con la bidella mentre i bambini erano da soli in classe. alcuni erano seduti a disegnare ma l’impressione era che non fossero impegnati in attività condivise, facevano ognuno quel che gli pareva. La maestra non ha parlato di nessun progetto, i bagni erano messi maluccio e senza alcuna spartizione maschi/femmine, L’impressione è stata di una sciatteria totale. Per quanto mi riguarda ho presentato con convinzione la domanda alla Di Donato, speriamo bene!
9 febbraio, 2012 a 5:34 pm
Flavia Brandi
Mi ricordo del “tema annuale” del viaggio di Ulisse, alla Di Donato. A me non fece la stessa buona impressione. Ricordo bene la pochezza degli argomenti e una certa confusione.
Però man mano che vado avanti con i vostri commenti mi convinco sempre più che questa scelta è personale. Come col medico, anche coi maestri è importante quel senso di fiducia immediata, a pelle.
Parlo di maestri perché saranno loro a insegnare a tuo figlio, non la coordinatrice in gamba (ricordo anche lei).
Ciao!
15 febbraio, 2012 a 11:14 am
Patrizia
Il mio viaggio si conclude con Maisonette(l’ho lasciata per ultima,casomai ci rifiutassero tutti..ma credo neanche in quel caso la sceglierei..non credo che il trilinguismo possa essere un fatto naturale, personalmente) e fatidico,atteso appuntamento preso un mese fa al Celio azzurro. È davvero una scuola diversa. Mi correggo, forse tutte le altre che ho visitato e non mi son piaciute, sono diverse e questa è l’unica che si avvicina all’idea che ho di “scuola”. Abituati come siamo a vedere secondi fini ovunque, per un attimo ti chiedi “ma sarà tutto vero?” poi le parole, gli occhi, ma più di tutti i bambini che ho visto giocare mentre attendevo, quelli mi hanno convinta della bontà e onesta del progetto. Bambini vispi, allegri, sereni,liberi..un libero che non sa ne di abbandono ne di trasandatezza pero stavolta. Ho pensato quanto farebbe bene a mia figlia frequentare quell’ambiente tutto sommato in contrasto con la -mio malgrado- rigidità che mi impegno di non trasmetterle, ma fa parte di me e dell’educazione che ho ricevuto. Si, si troverebbe bene. È quello che vorrei per lei, quello che vorrei percepisse, senza usare parole, quelle sensazioni che vanno vissute per trasmetterle.
Speriamo.
Aprile è lontano.
15 febbraio, 2012 a 11:30 am
Flavia Brandi
In bocca al lupo, Patrizia.
15 febbraio, 2012 a 11:36 am
elena
Mamme, conosco anch’io il Celio Azzurro è anch’io lo considero un posto fantastico e speciale e unico, ma non possiamo davvero pensare che sia l’unica alternativa possibile. Coraggio! Ieri ho visto la Di Donato statale. E’ una situazione difficile, tanti bambini, tante lingue diverse, pochi fondi, ma le maestre mi sono sembrate appassionate e intelligenti. Coraggio.
23 febbraio, 2012 a 12:26 am
annalisa
anche io esco dall estenuante giro degli asili comunali, in cerca di qualcosa che ho paura di non riuscire ad avere dalla scuola pubblica, tra mille dubbi ho comunque presentato la mia domanda….comunque un tentativo, un posto che ti devi assicurare per scongiurare il niente come alternativa.
Ovviamente non soddisfatta dell offerta continuo la mia ricerca
,… oggi sono andata al celio azzurro, il posto è bellissimo i bambini stavano in giardino (a febbraio) sotto un sole fantastico e si percepiva allegria ..il progetto lo condivido al massimo lo scambio interculturale è un enorme ricchezza …il mio compagno, papà di mia figlia è peruviano non potrei pensarla diversamente!
Stavo solo riflettendo che forse tutto questo “interculturale” che per noi è un valore aggiunto, una conquista da fare, un pensiero sociale, per i bambini è quanto di piu normale possa esserci, non credo che a loro interessi un bel niente del colore della pelle del loro compagnio di giochi o avrebbero problemi ad assaggiare un piatto tipico eritreo…
.allora la mia domanda è: se guardo con gli occhi della mia bimba che cosa potrebbe avere questa scuola di speciale e fondamentale per la sua crescita i?
forse la domanda puo sembrare stupida ma, non vorrei cadere nell errore di pensare che quello che per me è fantastico lo sia per lei…vorrei sapere, questa bellissima varietà di bambini come impara a vivere le proprie emozioni, il proprio corpo, a muoversi nello spazio, a rapportarsi…
in questa scuola si respira un aria diversa,, forse dopo tanta omologazione che ho visto,faccio fatica a mettere a fuoco…sarei felice se Flavia,o qualcuno di voi mi aiutasse a capire meglio….
Annalisa
23 febbraio, 2012 a 9:43 am
Flavia Brandi
Ti passo un po’ di sensazioni mie e di mio figlio.
Partiamo proprio dal giardino “a febbraio”. Si, anche d’inverno, con la giacca addosso, basta che non piova. Il giardino è uno spazio vissuto in diversi momenti della giornata e con grande libertà. Adriano me ne parla continuamente, oggi gli ho chiesto cosa avrebbe fatto appena arrivato e mi ha risposto “il corridore”: corre e gioca a nascondino con un paio di amichetti che amano correre come lui.
Ma ho visto piccole squadre di calcio autoorganizzate, gruppetti che si avventurano nel boschetto di bambù in cerca di avventure, altri che organizzano vite parallele nelle casette.
Il giardino ritorna continuamente nelle nostre conversazioni anche come luogo di fantasia (“lo sai ieri abbiamo trovato un’impronta di dinosauro!”), forse perché noi non ce l’abbiamo, perché tutt’intorno abbiamo strade palazzi e macchine, e quello spicchio di verde con tutte le esperienze che può offrire è un grande desiderio esaudito.
L’altra cosa riguarda il rapporto coi maestri che va oltre la definizione “tre maestri per la classe dei piccoli”, perché la scuola, per come è fatta (e anche il progetto didattico), favorisce uno scambio continuo tra classi. Alla fine i maestri sono tutti quelli che lavorano al Celio azzurro, tante persone, tante personalità, vissuti, esperienze e tutti insieme fanno “succedere le cose”.
A Natale, all’improvviso nel giardino si è materializzato un parente di babbo natale che ha portato dei regalini ai bimbi. Di come sia apparso (“mamma c’erano dei fuochi e poi è arrivato lui! Aveva un grosso naso e un nome buffissimo, si chiamava Giacobbo Putipù!”) e di come abbia consegnato i regali e tutto il resto se n’è parlato per giorni.
Potrei continuare per ore, però invece ti dico solo un’ultima cosa, la scuola è anche per le famiglie, che qui al Celio vengono invitate continuamente a partecipare a una miriade di iniziative, feste comandate e non. E in ogni festa c’è un momento di aggregazione che ha i bambini al centro e tutt’intorno le famiglie.
E se tua figlia ha bisogno di stare un po’ con te prima di lasciarvi al mattino, puoi passare con lei il tempo che credi e fargli due coccole, che poi diventeranno coccole anche per gli altri bambini, disegni da regalare (“mamma di Adriano, me lo disegni un drago?”), due chiacchiere coi maestri che dopo un po’ diventano amici.
Ogni volta che esco di lì mi sento sicura che non ci sia posto migliore a cui affidare mio figlio. Ogni volta che esco di lì gli sono profondamente grata per come sostengono la nostra famigliola sghemba.