Ora che ho finito di visitare le scuole dell’infanzia dei tre rioni qui intorno mi rendo conto di quanto sia stata fortunata a frequentare l’asilo nido comunale Coccole e co. che è abbastanza fedele al suo nome, con spazi grandi e accoglienti e lo spirito di Maria Montessori a proteggere i bimbi.

Il viaggio ricomincia, ora tocca alla materna.

Sono in cerca di

  • uno spazio verde all’aria aperta in cui i bimbi possano giocare liberamente
  • educatori sereni e disponibili
  • aule grandi e ben attrezzate e spazi transitori di gioco

Spero di trovare anche

  • un bravo cuoco (sapendo che sull’origine degli alimenti c’è poco margine di scelta)
  • laboratori di musica, attività sportive, un progetto formativo a cui poter partecipare
  • un’associazione di genitori che si occupa di far funzionare le cose che non vanno, con cui poter collaborare

Comincio col visitare le scuole materne pubbliche, che a differenza dei nidi sono gratuite (tranne che per la mensa, che si paga a parte).
Ho ben due possibilità, posso fare domanda a una scuola statale e a una scuola comunale, entro l’11 febbraio.
Non ho notizie su come siano le scuole del primo municipio di Roma tranne che per qualche messaggio frettoloso recuperato sui forum delle mamme. Su questo tema il web è stranamente silenzioso. Poi capisco. Come farsi un’idea in un quarto d’ora di visita?

Le scuole dell’Esquilino sono architetture progettate diverso tempo fa quando ancora non si conoscevano a fondo i bambini, e anche le maestre che ho incontrato sembravano essere lì da sempre. Ho incontrato maestre rigide e nervose, qualcuna era stanca. 25 bambini per una, questo è il rapporto.

La scuola comunale Di Donato è una di queste vecchie strutture. Ha per giardino un pezzo di strada asfaltata con qualche alberello.
“Li abbiamo piantati l’anno scorso coi bambini.”
Guardo una targa all’ingresso, “Che cos’è questo polo Intermundia?”
“È una cosa del passato, ora non ci sono più fondi”, fa la coordinatrice.

Dietro la Di Donato c’è un’altra Di Donato, che fa parte dell’Istituto Comprensivo Manin. Un grosso cubo di cemento con un buco al centro, dove c’è il campetto di basket.
Gli spazi della materna sono ricoperti di disegni di bambini, perfino le mostre delle porte. Mentre aspetto leggo di un ringraziamento a una mamma che ha costruito coi bimbi il plastico di piazza Vittorio.
Alla Di Donato c’è un’associazione di genitori che ha recuperato gli spazi sotterranei inutilizzati mettendo su una ludoteca e corsi che favoriscono l’integrazione culturale, in una zona ricca di mescolanze etniche.

Una mamma presente al colloquio è preoccupata per la maggioranza straniera. Viene rassicurata sulla minoranza di bimbi cinesi, africani e bengalesi, nella composizione delle classi.

Alla scuola Bonghi i bimbi mangiano alle 13:30, dopo che tutti gli altri studenti dell’Istituto Comprensivo Guicciardini hanno concluso, così hanno più tempo a disposizione per pranzare. Le maestre mi dicono che hanno problemi ad andare in cortile coi bimbi della materna, perché è sempre occupato dalle classi dei più grandi.
“Che importa, avete questo bel parco a 10 metri!”, faccio io, pensando a Colle Oppio.
“Ma neanche per sogno. Ci va lei con 25 bambini!”

Esci dal portone, attraversi la strada e sei nel parco. Esci dal portone, attraversi la strada e rendi felice un bimbo.
Ma come faranno a tener buoni in classe tutti quei bimbi per 8 ore?

La scuola Baccarini ha un piccolo cortile attrezzato, con il filo spinato sulla cinta delle mura. Dentro hanno ripulito l’ingresso, stanno allestendo degli spazi comuni di gioco. Mi sembrano spazi molto piccoli per tre classi.
Alla Baccarini incontro Daniela, con cui scambio velocemente le impressioni di questo peregrinare. Daniela mi fa subito una gran simpatia, arriva da sud come me e anche lei ci tiene parecchio a questa storia. Più avanti mi farà notare le matite spuntate, quell’incuria che ci terrorizza, che a prima vista non riesci a cogliere, e che pesa come un macigno quando te ne rendi conto, ed è già tardi perché hai scelto.

Vado a visitare anche la scuola Badini, all’Aventino. C’è un bellissimo cortile dove infatti i bimbi giocano liberi e felici. Ma le aule della materna sono minuscole. Come faranno quando piove? In un’aula ho visto bimbi in cerchio fare “l’assemblea”, dove ognuno racconta qualcosa di sé, in un’altra aula i bambini se ne stavano per conto loro a far danni.
Conosco una mamma che cerca di portare via sua figlia dalla Vittorino da Feltre.
“Ci sono stati problemi disciplinari di cui nessuno ha voluto prendere atto”, dice lei.
“Che significa”, faccio io.
“Bambini violenti”

Passo alla Vittorino da Feltre stando bene attenta. Una delle tre maestre di Adriano mi ha consigliato questa scuola che tralaltro è anche l’unica, tra quelle viste, ad avere un volantino di presentazione con un minimo di progetto educativo. Trovo sempre una vecchia scuola, ben tenuta, spazi grandi, giochi nuovi e… un giardino e un cortile! Il giardino coi giardinieri che mettono in ordine le cose per l’arrivo della primavera!
Parlo con una maestra giovane e volenterosa, e affannata, mi dice che hanno pochi iscritti, mi dice che c’è anche un’associazione che per 2 euro l’ora tiene i bimbi dopo l’orario delle lezioni.
Daniela non ha raccolto buone opinioni su questa scuola. Dicono che ci sia una maestra cattiva, dicono di famiglie in fuga.
Ecco un altro fantasma. Mai che venga fuori un nome o una situazione ben definita.
Dicono, pare, ho sentito dire.
E in effetti anche questo post non è che aiuti molto.

Faccio il punto e il punto è che nessuna di queste scuole si avvicina completamente a ciò che Adriano ed io abbiamo appena vissuto. Dovrei fare un passo indietro, scendere a compromessi con me stessa e non è che ci riesco tanto in questo periodo.
Ne parlo con mio padre, di passaggio, “Non scherziamo eh, sui figli bisogna investire!”
Non che avessi dubbi.

Vado a vedere le scuole private.

Update del 9 febbraio.
Il tempo stringe. Intanto ho fatto domanda alla statale Vittorino da Feltre e alla comunale Bonghi. Ho scelto la Bonghi solo perché gli amici di Adriano ci si sono iscritti. Tengo queste due scelte in panchina se qualcosa va male.