Tre mesi che Luca non c’è più.
Dall’angolo in cui annichilisco a coltivare i perché riguardo la sua sparizione, penso anche che posso essere il migliore coach per mio figlio. Posso essere esemplare, speculare, avvolgente. Posso ascoltare i suoi silenzi, evaporarne le lacrime, catturare i sogni. Posso creare condizioni durature di felicità, mutare in infinite forme e interpretare tutti i ruoli possibili. Posso rinunciare a tutto, spostare montagne, combattere guerre. Posso donargli il mondo.
Ma non posso difenderlo da se stesso.