Due settimane fa il ministero della salute olandese ha deciso che avrebbe vaccinato contro l’influenza H1N1 tutti i bambini dai 6 mesi ai 4 anni e tutti i membri delle famiglie dei bambini al di sotto dei sei mesi. Una settimana fa ho ricevuto per posta le cedoline per le vaccinazioni a nome di Dario e di Sergio ed un invito a presentarmi presso il centro esposizioni piu’ grande della citta’. I turni organizzati per codice postale. Oggi sono andata.
Abbiamo preso la metro, come consigliato dall’organizzazione del servizio di medicina e salute e ci siamo subito ritrovati in compagnia. Genitori, bambini piccoli, passeggini e negli occhi la certezza di un comune destino a breve termine. Usciti dalla metro siamo diventati un fiume che andava, mentre un altro fiume tornava: genitori, passeggini e bimbi che tenevano in mano mele e bandierine. Entrati nell’enorme sala ci siamo trovati davanti palloncini, un duo che suonava e cantava canzoncine del tipo “Eeeee mi fo la puntura, aiaaiaaa che mal! ” e sopra le nostre teste cartelloni giganti con scritto ’ ai bambini sotto l’anno gli facciamo la puntura sulla gambina destra, ai bambini piu’ grandi gliela facciamo sul braccino destro. Preparatevi! ‘ Non ho fatto in tempo ad elaborare il messaggio che eravamo gia’ confluiti in un’altra sala enorme con grossi paraventi e file dalla A alla H. Una gentil signora mi ha pregato di dirigermi alla fila F (F, come fila) e mentre mi dirigevo, un altra gentil signora mi ha praticamente tirato per mano dentro un’altra stanzina, perche’ io ero sola con due bambini e dunque passavo avanti. Nella stanzina un signore grosso, ma sorridente ha immobilizzato prima Dario (che non ha pianto) e poi Sergio (che ha pianto) e praticamnete in un batter d’occhio eravamo gia’ all’uscita a collezionare la meritata mela e la meritata bandierina. Il fiume di ritorno ci ha riportato a casa.
I (tele)giornali l’hanno definita un’enorme operazione logistica. La capacita’ vaccinatoria di questo centro e’ stata di un bambino al secondo. Inclusi i miei.


A volte il tempo non passa. Succede quando hai fatto visita a tutti i parenti e amici possibili, rastrellato virus tifoidi e stomatiti nei parchi, scombussolato musei, mostre, librerie, vari non luoghi della città. All’improvviso non hai proposte per tuo figlio che decide di uscire e non puoi opporti, pena la devastazione vandalica dell’adorato 
